Addio Italia, in dieci anni quasi raddoppiati i “cervelli in fuga”: + 42% dal 2013 a oggi

MILANO. Scappare dall’Italia per cercare un lavoro migliore e una valorizzazione del proprio talento. Soprattutto di natura economica. Sono questi, in estrema sintesi, i motivi che spingono i giovani laureati, i ricercatori – i cosiddetti «cervelli» – del nostro Paese a emigrare all’estero. Quelli che lo fanno sono sempre di più: per l’esattezza il 42% in più tra il 2013 e il 2021. Il monito è stato lanciato anche dal capo dello Stato Sergio Mattarella all’assemblea di Confindustria – «Prima di ogni altro fattore, a muovere il progresso è il “capitale sociale” di cui un Paese dispone. Un capitale che non possiamo impoverire.